Blog: http://murocontromuro.ilcannocchiale.it

Via il crocifisso ordina la sentenza della Corte europea

Una sentenza della Corte europea ordina al governo italiano di togliere il crocifisso dalle scuole perché «viola la libertà di religione e dei genitori». L’Italia annuncia ricorso e tanto basta per aprire il dibattito. Dibattito che si muove lungo due assi: laicità da un lato e identità dall’altro. La parola laicità in senso politico e sociale denota la rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell'autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui. Chi giudica il crocifisso lesivo della libertà dei singoli riterrà giusta la sentenza.

Sono contrario a quanto stabilito dalla sentenza perché attribuisco al crocifisso un valore che  attiene al patrimonio simbolico italiano. Come troverei sbagliato identificare la storia italiana solo con le sue radici cristiane trovo altrettanto sbagliato estrometterle del tutto dalla tradizione nazionale o negare alle stesse un valore culturale. Reputo infondate le tesi per cui la presenza del crocifisso lederebbe la libertà di chi professa altre religioni. Infondate per un motivo semplice: non riconosco alla presenza del crocifisso nessun potere di condizionamento. Ognuno di noi sa, per esperienza personale, che la presenza del crocifisso non condiziona affatto le preferenze religiose e morali. Semmai, mi rendo conto, può valere un principio di sensibilità. Non emendabile, comunque, per legge.

La discussione offre lo spunto per dibattere una questione che tocca l’Italia come le altre nazioni europee. La nascita del soggetto europeo ha lasciato inevaso un punto  fondamentale. A chi compete e come ci si preoccupa di coniugare le identità culturali nazionali nella costruzione e nella identificazione culturale del soggetto Europa. Per banalizzare: chi è o cosa è Europa? L’Europa deve essere sintesi, somma o una storia nuova rispetto alle tradizioni culturali dei Paesi che ne fanno parte? L’impressione è che l’Italia viva sul punto una sindrome vittimistica. Preservando quasi per niente la nostra storia e la nostra cultura reagiamo quando avvertiamo una minaccia esterna. Dimenticando che dell'Europa siamo, o dovremmo essere,  parte integrante.

G.ppe Spadaro

Pubblicato il 4/11/2009 alle 11.28 nella rubrica giuseppe spadaro.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web