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POLITICA
29 febbraio 2012
Considerazioni sul Congresso del Pd Barletta del 25-26 Febbraio 2012

Sabato 25 e Domenica 26 Febbraio 2012 si è svolto a Barletta il congresso straordinario del Partito Democratico di Barletta, seguito alle dimissioni di Franco Caputo. Come noto è stato eletto segretario Stefano Chiariello. Sulla due giorni di Congresso si è detto e scritto tanto.

Per semplificare divido in due le diverse interpretazioni.

Per alcuni la partecipazione di domenica è il segno della capacità di pochi di muovere "truppe cammellate". L'interpretazione trova conferma nello scarsissimo interesse registrato durante la giornata di sabato, dedicata all'illustrazione delle diverse proposte con relativo dibattito. Questa interpretazione è talmente confermata dai fatti che diventa impossibile metterla in discussione.

Ciò nonostante secondo altri osservatori la grande partecipazione dimostra un attaccamento alla politica da parte dei cittadini disposti, nonostante il momento storico difficile sul piano economico e sociale, a dare fiducia e forza alla politica ed ai partiti. A confermare la seconda ipotesi (in antitesi alla sfiducia verso la politica) ci sono i dati confortanti di altri eventi che si sono svolti Domenica. Le primarie del centrodestra a Trani e Lecce ed il Congresso del PDL della provincia di Bari. Successo di partecipazione inaspettato, ovunque. Pure con le dovute differenze è impossibile trascurare l'aspetto numerico significativo e diffuso.

Una delle letture più lucide del Congresso l'ha fornita Alessandro Porcelluzzi nell'articolo scritto per Barlettalife dal titolo «Il popolo profondo del Pd» di Domenica 26 Febbraio 2012. Nell'articolo si parla di una «massa indistinta e nascosta, silente nelle fasi di normalità della vita cittadina, assente dai movimenti, dalle associazioni, dai comitati, ignorata dall'opinione pubblica». Conosco quella massa indistinta e nascosta. La conosco per averla vista votare nei diversi congressi del mio Partito, per averla vista votare alle primarie e per averla vista in fila ai seggi alle elezioni vere. Di alcuni di loro so chi votano e perché.

E se quello è il lato oscuro della Luna è bene parlare anche dell'altro.

Rappresentato al contrario da quella parte di popolazione molto presente in movimenti, associazioni, comitati. Si tratta della parte di popolazione che forma l'opinione pubblica. Conosco anche loro, o una parte di loro. E so bene con quale e quanta attenzione hanno seguito questo e gli altri Congressi. È gente interessata alla Politica e attenta a tutto ciò che si muove nei Partiti. Per interessi personali ma non solo.

Qui apro una parentesi. A Barletta - lo dico con rispetto per tutti - c'è solo un Partito. E si chiama Partito Democratico. Pure con tanti difetti e storture, è l'unico ad avere un direttivo eletto, dei livelli superiori e soprattutto è l'unico contendibile con capacità indotta di generare al proprio interno classe dirigente. Ne sono testimonianza i tre candidati alla carica di segretario. La fase aperta da poco nel PDL potrebbe avvicinare anche loro a questo modello. In futuro.

L'altra faccia della luna, dicevo. Quella che considerandosi élite segue il dibattito ma non vota. Guarda tutto un pò dall'alto. E storce il naso. Ma si informa bene su chi ha vinto e quindi su chi comanda. Non si sa mai. Mi rivolgo a loro. A coloro che leggeranno questo scritto giudicando anche me dall'alto verso il basso.

Ecco il messaggio: se pensate che chi ha votato domenica lo abbia fatto solo perché «aviotrasportato» per dirla alla Straniero, provate a partecipare per invertire il predominio degli aviotrasportatori. Al Congresso di Sabato e Domenica hanno votato i tesserati del 2011. Si sta per aprire il tesseramento 2012. Si parte da zero. Fatevi sotto. Se poi non vi piace il Pd perché non ha una posizione netta sull'Articolo 18 iscrivetevi a Sinistra Ecologia e Libertà o dove volete voi. Ma fatelo. Per dare senso al rumore di fondo che quella massa indistinta e nascosta è costretta ad ascoltare tutte le volte che va a votare.

Giuseppe Spadaro

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