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musica
18 febbraio 2012
Festival di Sanremo 2012 - Pagelle di Luzzatto Fegiz

Apprezzo il Festival perché con tutti i suoi limiti è sempre una valida cartina di tornasole dell'Italia. Ho scelto di riassumere il tutto con le pagelle di Luzzatto Fegiz scritte per il Corriere. Il critico, sempre sferzante, col suo giudizio artista per artista semplifica al meglio il contenuto dell'edizione che si chiuderà stasera. Non può mancare una specie di pronostico: sul podio vedrei bene uno tra Pierdavide Carone che con Lucio Dalla ha portato in scena il miglior brano di questo Festival ed Emma Marrone (la pugliese di Aradeo) incantevole per grinta vocale e presenza scenica. 

Giuseppe Spadaro

4 - Arisa "La notte" Più caratterista che cantante. Prima ci ha ipnotizzato col retrò, poi come giurta a X Factor, poi facendo la svampita. Alla prova dei fatti, con un brano fra sogno e incubo, non ammalia ma fa tenerezza con quel puntare sul'imbranata.

6 - Samuele Bersani “Un pallone”«Hai presente un canotto morsicato da un dobermann?» canta Jannacci in «Son S’Cioppa’a». Qui invece è il pallone, simbolodello sciovinismo calcistico italiano, ad essere sgonfio. E sottolinea ladepressione e il pessimismo che dilagano tra la gente.

7 - Pierdavide Carone e Lucio Dalla“Nanì” Non c’è lieto fine alla storia d’amore a sensounico del protagonista per una prostituta. Lei non ha nessuna intenzione dicambiar vita. Carone calca la mano con una interpretazione fortementedrammatica con l’apporto vocale di un grande Lucio Dalla.

5 - Chiara Civello  “Al posto del mondo” Artistacon un importante retroterra musicale e culturale e molta attività all’esterononché ottime esperienze col jazz. Qui è alle prese con una canzone non moltofelice e forse troppo tradizionale che non evidenzia il suo talento.

8,5 - Gigi D’Alessio e LoredanaBertè “Respirare” Èuna delle proposte più originali del Festival. Un duetto serrato, un dialogo increscendo in cui le due personalità si esprimono in un gioco dicontrapposizioni e alleanze. Il risultato è sorprendente, di grandevisceralità.

4 - Dolcenera “Ci vediamo a casa”Brano che tocca il sociale. Avrebbe senso se ci fosse una casa o almeno un monolocale.Ma le opportunità scarseggiano e le certezze latitano. Argomenti condivisibiliespressi però con un linguaggio non sempre chiaro da un’artista che stenta atrovare un’identità.

7 - Emma Marrone “Non è l’inferno”È uno dei testipiù brutti e confusi mai ascoltati al festival. Ma una esecuzione grintosissimariesce ad evidenziare dei messaggi precisi ben collegati alla crisi economicache sta interessando il nostro Paese. Il voto è una media fra grandeinterpretazione e versi strampalati.

8 - Eugenio Finardi “E tu lo chiamiDio”Un dialogo immaginario ma realistico fra qualcuno che ha trovato Dio e qualcunaltro che lo sta ancora cercando. Versi geniali di Roberta di Lorenzo come «Etu lo chiami Dio, io non do mai nomi a cose più grandi di me». Musicalmente complicata.

6 - Irene Fornaciari “Grandemistero” Èuna grande occasione perduta. Assistiamo al fenomeno opposto rispetto a Emma:grande canzone di Van De Sfroos non sviluppata sul piano della comunicazionescenica e interpretativa. Una lettura scolastica e priva di chiaroscuri.

5 - Marlene Kuntz “Canzone per unfiglio” Gruppo rock colto, brano dall’approccio difficile.Cima rock decadente, una sorta di canto sussurrato e un ragionamento sulla felicitàpiuttosto complicato. Non aiuta questa band di intellettuali lontani dal gustopopolare.

7 - Matia Bazar “Sei tu”I testi facili e le musiche orecchiabili sono merce rara in questo festivaldove si preferisce essere incomprensibili purché non banali. Tornati alla vocalistSilvia Mezzanotte, offrono un brano lineare e romantico con pennellate musicalieleganti e prevedibili.

6 - Noemi “Sono solo parole”«Sono solo parole».Ripetuto 22 volte. Sembra un limite. Ma come sempre bisogna fare i conti con lapersonalità dell’artista. Che si rivela notevole nonostante la musica abbia undecollo abbastanza faticoso in un clima ipnotico.

9 - Francesco Renga “La tuabellezza” Si candida come possibile vincitrice perché uniscela classe della canzone d’autore a una certa scorrevolezza pop. E un inno all’amoreerotico («La tua bellezza furiosa e nobile».Dedicata ad Ambra? Lasciamoglielo credere, dice lui).

5 - Nina Zilli “Per sempre”Brano molto tradizionale con sfoggio di belcanto. Lo sviluppo armonico èpiacevole. Non dice nulla, ma è orecchiabile. Anche abbastanza prevedibile. Unarivelazione dello scorso anno che stenta a trovare un repertorio adeguato.

 

Fonte: Corriere della Sera

Data: Mercoledì 15 Febbraio 2012    




permalink | inviato da murocontromuro il 18/2/2012 alle 17:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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